Mostra Grand Tour di Lello Torchia

Ancora una volta la Banca di Credito Cooperativo di Capaccio Paestum accoglie l’arte, diventando il contenitore fisico di un progetto: BCC Space ospita la mostra Grand Tour, un gruppo di opere recentissime ed inedite di Lello Torchia (Napoli, 1971) realizzate appositamente per l’istituto finanziario capaccese. L’esposizione sarà inaugurata lunedì 17 dicembre alle ore 17:30.

Dopo la presentazione, nel dicembre 2017, delle settecentesche “Vedute di Pesto”,  nate dalla mano di Giovanni Battista Piranesi durante il suo Grand Tour, l’Aperitivo culturale di BCC Space vede protagonista Torchia, che prende in prestito l’espressione lessicale coniata da Richard Lassels nel 1670 (Italian Voyage. The Grand Tour of France and the Giro of Italy) per sviluppare uno dei temi a lui più cari: il viaggio. Per l’artista partenopeo il tour diventa archetipo dell’avventura della vita; le figure ritratte nelle sue opere, così abrase, scalfite, quasi liquefatte… sono metafora e allo stesso tempo manifesto della potenza della natura e della caducità dell’essere umano. I lavori esposti, tutti eseguiti su carta – supporto che negli anni, per la sua fragilità, si è rivelato prediletto da Torchia –, si caratterizzano per la presenza di segni lievissimi associati in alcuni casi ad oggetti imprevedibili, vere e proprie apparizioni utopiche che aprono ad una pluralità di riflessioni ed interpretazioni e stimolano chi è intento a guardare ad ulteriori esplorazioni ed esami.

La curatrice catalana Anna Adell, in riferimento all’opera di Torchia, recentemente ha scritto: “…indaga innanzitutto i significati latenti delle immagini, quelli che resistono alla prova del tempo e permettono di comporre palinsesti segnici contemporanei che riflettono codici culturali millenari. Sottopone icone universali, come crocifissi o silhouette ritagliate nell’oro, a un processo di astrazione che ne intralcia l’identificazione, consentendone la libera riscrittura. Priva i segni dell’accezione designata. Il contesto napoletano, le sue origini, caratterizzano il suo fare artistico. Nel rispetto per la tradizione, nella ricerca costante di un linguaggio proprio e attuale “dall’orlo estremo di una qualche età sepolto” (per parafrasare Pasolini), ci sembra di percepire la vicinanza e la forza di Pompei, di una cultura congelata nel tempo da una patina di cenere vulcanica, che si concretizza nella fresca visione di un inquietante accordo tra la fragilità e l’eterno.”

I connotati del fenomeno storico Grand Tour, tra le cui tappe si distingueva Paestum, e la relazione col lavoro presentato da Lello Torchia saranno tratteggiati da un’introduzione di Armando Minopoli già docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi “Federico II” ed il “SOB” di Napoli.

Grand Tour sarà visitabile nei giorni feriali, fino a lunedì 21 gennaio, durante gli orari di apertura della Banca (8:30 – 13:15 e 14:45 – 15:45).

Breve biografia dell’artista: Lello Torchia (Napoli, 1971). Nel 1999, giovanissimo, ha preso parte alla mostra Il bosco sacro dell’arte, al Real Bosco del Museo di Capodimonte a Napoli e pochi mesi più tardi ha esposto oltre trenta opere nell’ampia navata del Tempio di Pomona a Salerno. Con le mostre del 2001, a Verona alla Galleria Scala Arte ed a Salerno presso Studio 34, si afferma uno stile in cui la rinuncia e la sottrazione divengono forza e pregnanza. Tra il 2003 e il 2005 tiene tre mostre personali, In colore a Napoli, alla Galleria Franco Riccardo Artivisive, Tempo a Modena, da ArteIncontri e Vestigia tenère a Brno, al Congress Centre; è presente inoltre alle mostre presso Palais Goor ad Anversa, Maison du libre a Bordeaux e alla Collection Goor-Beerens di Bruges. Nel 2006 trasferisce lo studio a Milano dove allestisce due mostre personali da The White Gallery (2009 e 2012), nello stesso periodo espone alla Biblioteca Civica di Brescia e da Ex Studio a Lugano. Recentemente ha esposto al Castello Aragonese di Agropoli, al Museo Archeologico di Calatia, alla Karazin University di Kharkiv, alla Minigallery Contemporary art di Assisi e al Pàlacio Foz di Lisbona. Nel 2016 ha allestito due mostre personali fuori dall’Italia, Proximity, nell’area archeologica del Vallo di Adriano, ad Humshaugh nel Regno Unito e Anatomies, affiancato all’opera dello storico artista surrealista Hans Bellmer, da Front Space-La Fuerza, a Makati City nelle Filippine. Nel 2017 ha tenuto quattro mostre personali, tra le quali La grammatica dell’esistenza alla Fondazione  Umberto Mastroianni di Arpino e Bilico al Complesso Museale di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco a Napoli. Nel 2018 ha esposto nell’Ex Sir di Lamezia Terme per la mostra A mano a mano.

 

 

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