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14/10/2026
Filiera bufalina, entra nella fase operativa il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele”: 30 milioni a tassi agevolati per gli investimenti green

Entra nella fase operativa “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, il progetto coordinato da Fondazione Symbola, che ha realizzato la ricerca sulle soluzioni e le tecnologie per rendere la filiera più efficiente, sostenibile e competitiva, insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum Serino e BCC Magna Grecia. Il lavoro ha individuato oltre 30 soluzioni capaci di intervenire sui consumi energetici e idrici, sull’efficienza dei processi e sulla valorizzazione dei sottoprodotti.

Con l’adesione di Copagri, che si aggiunge a Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, parte ora la promozione presso le aziende degli investimenti sostenuti dal plafond da 30 milioni di euro attivato dalle tre BCC della Piana del Sele a condizioni agevolate. L’obiettivo è trasformare le soluzioni individuate dalla ricerca di Symbola in investimenti concreti, riducendo le barriere finanziarie alla loro adozione.

Il progetto assume particolare rilievo in una fase in cui i costi energetici incidono sui margini delle imprese agricole e agroalimentari. Investire in efficienza, riduzione dei consumi e valorizzazione dei sottoprodotti può contribuire a contenere i costi operativi e rafforzare la competitività. Il plafond agevolato mette quindi a disposizione delle imprese uno strumento per accelerare investimenti che possono produrre benefici sia economici sia ambientali.

Il percorso si è sviluppato in tre passaggi. Il primo è stato il lavoro di ricerca e mappatura coordinato da Fondazione Symbola, presentato al Senato della Repubblica; il secondo, l’attivazione da parte delle tre BCC della Piana del Sele del plafond condiviso da 30 milioni di euro; il terzo parte ora con il coinvolgimento delle associazioni agricole, che promuoveranno presso le imprese le opportunità tecnologiche e finanziarie attraverso incontri e iniziative sul territorio.

La Campania e la Piana del Sele possono diventare un laboratorio nazionale per l’innovazione del comparto zootecnico. In Italia si contano circa 435 mila capi bufalini e circa il 70% è allevato in Campania; nella Piana del Sele si concentra oltre il 25% degli allevamenti regionali. Una dimensione produttiva che consente di sperimentare soluzioni per ridurre costi e consumi, aumentare l’efficienza e rafforzare la competitività delle imprese, con esperienze potenzialmente replicabili anche in altri comparti zootecnici.

Avviato nel 2024 e coordinato da Fondazione Symbola, “Filiere sostenibili della Piana del Sele” nasce per individuare tecnologie e soluzioni capaci di rendere più sostenibili e competitive le filiere agroalimentari campane. Dopo il primo studio dedicato alla IV Gamma, Symbola ha realizzato il secondo approfondimento sulla filiera bufalina, concentrandosi sulla produzione e trasformazione del latte nella Piana del Sele.

La ricerca analizza oltre 30 soluzioni che intervengono sui principali fattori di costo e di impatto della filiera: consumi energetici e idrici, gestione degli allevamenti, refrigerazione, produzione di energia e valorizzazione dei sottoprodotti. Tra queste figurano microirrigazione e recupero delle acque, agrivoltaico, pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di refrigerazione a minore consumo, compostaggio, biogas e biometano.

Il rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, realizzato da Fondazione Symbola, è disponibile sul sito della Fondazione.

Alla conferenza stampa, che si è aperta con i saluti di Patrizia Campagna dirigente scolastico Istituto Mattei – Fortunato, sono intervenuti Domenico Sturabotti, direttore Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente del CdA BCC Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente del CdA della BCC Capaccio Paestum e Serino; Angela Pisacane, presidente Copagri Campania; Giuseppe Tuozzo, presidente del CdA della Banca di Credito Cooperativo Magna Grecia. Hanno presentato il report Angelica Agosta, Comitato Scientifico Fondazione Symbola; Giulia Casamento, Scuola Superiore Sant’Anna.

“Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per le imprese della filiera bufalina - dichiara Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola - perché mette insieme innovazione e accesso a strumenti finanziari pensati per favorire gli investimenti. In una fase in cui i costi energetici incidono in modo significativo sui margini aziendali, intervenire su efficienza, consumi e processi produttivi significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche migliorare la competitività delle imprese. Molte delle soluzioni individuate consentono infatti di ottenere risparmi operativi e rendere più efficiente l’uso di energia e risorse. A questo si aggiunge un secondo elemento sempre più rilevante: migliorare il profilo ambientale dell’impresa significa rispondere alle aspettative dei consumatori e ai requisiti che la grande distribuzione organizzata pone con crescente attenzione lungo le proprie filiere. Sostenibilità e competitività, quindi, non sono due obiettivi separati: in molti casi procedono nella stessa direzione”.

“Con questo progetto le BCC – dichiara Camillo Catarozzo, presidente BCC Campania Centro - dimostrano concretamente cosa significhi essere banche del territorio: non limitarci a finanziare gli investimenti, ma contribuire a creare le condizioni perché le imprese possano innovare, ridurre i costi e diventare più competitive. Il plafond da 30 milioni di euro nasce proprio da questa visione condivisa: mettere risorse e competenze al servizio di una filiera che rappresenta un patrimonio economico, produttivo e identitario della Piana del Sele e dell’intera Campania. La sostenibilità, quando produce efficienza e valore, non è un vincolo ma un’opportunità di crescita. Ora la sfida è accompagnare le aziende affinché le soluzioni individuate da Symbola diventino investimenti reali e diffusi sul territorio”.

“Per noi allevatori parlare di sostenibilità – dichiara Angela Pisacane, presidente di Copagri Campania - significa prima di tutto parlare di futuro e di redditività delle nostre aziende. Oggi un allevatore deve fare i conti ogni giorno con costi di produzione sempre più elevati, a partire dall’energia, dall’acqua e dall’alimentazione. Per questo non possiamo considerare l’innovazione come un costo aggiuntivo o come un obiettivo astratto: dobbiamo considerarla uno strumento concreto per ridurre gli sprechi, abbassare i costi e rendere le nostre aziende più efficienti e competitive”.

“La sostenibilità diventa realmente una leva di sviluppo - dichiara Rosario Pingaro, presidente del CdA della Banca di Credito Cooperativo Capaccio Paestum e Serino - quando riesce a tradursi in scelte concrete per le imprese. È questo il senso del percorso che abbiamo intrapreso insieme a Fondazione Symbola e agli altri protagonisti della filiera: partire dalle esigenze delle aziende e individuare soluzioni che possano migliorarne l’efficienza, ridurre i costi e creare nuovo valore. Per le BCC accompagnare questo processo significa essere accanto alle imprese anche nella fase in cui un’idea o un’opportunità di innovazione devono diventare un investimento. Il plafond da 30 milioni di euro rappresenta uno strumento concreto per rendere più accessibile questo passaggio e favorire l’adozione delle soluzioni individuate dal lavoro di ricerca. La filiera bufalina è profondamente legata all’identità produttiva della Piana del Sele e coinvolge un sistema articolato di imprese, competenze e professionalità. Per questo riteniamo importante contribuire, insieme alle associazioni agricole e agli altri soggetti coinvolti, a un percorso che guardi al futuro della filiera senza perdere della di vista la sua dimensione economica, sociale e territoriale. È nella capacità di lavorare insieme e di trasformare le conoscenze in opportunità per le imprese che vediamo il valore di questo progetto”.

“Con l’ingresso nella fase operativa, il progetto compie un passaggio decisivo: le soluzioni individuate dalla ricerca possono ora tradursi in investimenti concreti per le imprese filiera bufalina – dichiara Giuseppe Tuozzo, presidente della BCC Magna Grecia –. In questo percorso, l’adesione di Copagri, che si aggiunge alle associazioni agricole già coinvolte, rappresenta un contributo importante: amplia la rete di collaborazione e rafforza la capacità di raggiungere le aziende, far conoscere le opportunità disponibili e accompagnarle verso scelte di investimento consapevoli. Il plafond condiviso di 30 milioni di euro, attivato dalle tre BCC, testimonia la volontà di sostenere le imprese nell’adozione di tecnologie capaci di ridurre consumi e costi, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e valorizzare i sottoprodotti. È questo il ruolo di una banca di credito cooperativo: essere accanto alle imprese nei percorsi di innovazione e contribuire a uno sviluppo responsabile, capace di generare valore economico, ambientale e sociale. La filiera bufalina rappresenta un patrimonio produttivo e identitario della Campania; sostenerne l’evoluzione significa rafforzare la competitività dell’intero territorio e costruire un modello replicabile anche in altri comparti”.